La festa dei Santi Anzoi e le confraternite di Mattarello
(MASSIMO BALDI)

La festa dei Santi Anzoi affonda le proprie radici fin nel XVIII, allorquando venne costituita la Confraternita del Santo Angelo Custode.

Quella delle confraternite era un'usanza abbastanza diffusa intorno al XVII e XVIII secolo. Si trattava di una sorta di associazione di fedeli che esercitavano opere di pietà e di carità. Oltre alla preghiera, essi si sobbarcavano le spese per il mantenimento o la ristrutturazione delle chiese e degli altari.

A Mattarello si ha notizia della presenza di una Confraternita detta del Santo Rosario già nel 1658 (ACAT, Atti visitali, n. 44, p. 654). Tale confraternita venne costituita il giorno 29 novembre: ogni affiliato doveva in sostanza osservare i dettati di una tabella -esposta nel foro della chiesa- e composta di nove articoli.

Non si hanno notizie circa i fondatori. Si sa soltanto che operò per almeno un secolo. Qualche utile informazione si ricava dai documenti redatti in occasione della visita del canonico di Trento Francesco Felice de Alberti a Mattarello nel 1749. In quell'occasione il religioso si incontrò con i responsabili delle Confraternite del paese. I massari della Confraternita del Santo Rosario erano Antonio Dal Prà e Nicolò fu Giuseppe Ranz.

Incontrandosi col Canonico di Trento i due responsabili spiegarono che «quasi tutti gli uomini e le donne vi sono iscritti e non vi è aggravio alcuno di contributi di annata, o di pagar cosa alcuna all'ingresso». E quanto alle modalità di mantenimento della confraternita, chiarirono che «la compagnia non ha beni stabili, nè capitali, ma si mantiene colla questua delle gallete, brascato e colle elemosine che si gettano nel zocco della Chiesa esistente e certi avanzi d'alcuni che hanno prima di noi amministrato e son per anco inesatti, de quali procureremo di venire quanto prima al coperto».

Dai documenti custoditi presso l'Archivio diocesano di Trento, si ha notizia della costituzione di una nuova Confraternita -detta del Santissimo Sacramento- nel 1695. Vi facevano parte quasi tutti i capifamiglia del paese e venne costituita lunedì 21 gennaio. Lo ricorda anche Giovanni Odorizzi, rettore della Chiesa di Santa Maggiore (di cui faceva parte la curazia di Mattarello): in un documento datato 21 ottobre 1819, informa il vescovo che a Mattarello esisteva la Confraternita del Santissimo Sacramento, "detta dei Rossi, con Cappa rossa". (ACAT, Libro B (174) n. 3). Tale Confraternita è rimasta attiva fin negli anni a cavallo delle due guerre, e ancora oggi -soprattutto fra i più anziani del paese- è vivo il ricordo dei confratelli che sfilavano in processione con caratteristiche tuniche e cappelli rossi.

I confratelli e le consorelle del Santissimo Sacramento dovevano preoccuparsi del mantenimento dell'altare maggiore della chiesa, sobbarcandosi se necessario le spese di ristrutturazione. Inoltre erano tenuti al quotidiano rito dell'accensione dei ceri e delle candele.

In occasione della visita del de Alberti nel 1749 il responsabile della confraternita era Antonio de Agostini, il quale, illustrandone l'attività al canonico, spiegò che «tra uomini e donne gli ascritti saranno circa 220. Li primi nelle processioni vanno con cappa rossa, le seconde con velo in testa. Li obblighi de Confratelli e Consorelle sono di contribuire con (Ragnesi?) 4 annualmente se sono terrieri, mentre i forestieri contribuiscono con (Ragnesi?) 10 a motivo che non corrispondono alcuna questua.

Ogni confratello vivente, in morte di un altro, contribuisce con ... 3 delle quali elemosine.

Si fanno celebrar 3 messe per l'anima del defunto confratello, dovendo qui soggiungere un indebito aggravio che si pretende da confratelli d'esser mantenuti nelle funzioni di tutto l'anno di cere».

(ACAT, Atti visitali, n. 44).

La Nuova Confraternita del Santo Angelo Custode venne costituita mercoledì 23 maggio 1759 a Novalina, presso la villa del Conte Saracini (ACAT, Miscellanea I, n. 51).

Alla riunione costitutiva parteciparono i signori Giovanni Nepomuceno Tiberi, il barone Battaglia, Giovanni Battista Benassutti, il signor Ferrari, il sacerdote Antonio Fracalossi, il parroco Antonio Cimonatti e il notaio Francesco Sardagna.

Con tale atto si stabiliva che «in ecclesia curazia S. ti Leonardi Mattarelliad altare S. ti Andrea erigat confraternita sub titolo S. Angeli custodi». In sostanza l'altare di Sant'Andrea -che si trovava nella chiesa antecedente quella attuale- veniva dedicato ai Santi Angeli custodi.

Alla Confraternita aderirono un centinaio di capifamiglia. 

Nel corso della riunione venne steso un regolamento composto di nove articoli:

«Regole da osservare da Confratelli e Consorelle della nuova compagnia del Santo Angelo Custode

1) Chiunque vuole entrare in questa Compagnia dovrà passare arbitraria, congruente elemosina, in onore del S. Angelo per i bisogni del suo altare.

2) Sarà obbligato annualmente a contribuire con Carantani due e questi serviranno pel mantenimento delli utensili.

3) Chi poi nell'entrare volesse passare alla Compagnia Troni cinque, sarà libero dall'annua contribuzione dei due Carantani.

4) Ad ogni seconda domenica del mese, si canterà al suo altare la messa in onore del Santo Angelo e a vantaggio dei confratelli viventi e a suffragio dei defunti confratelli medesimi.

5) Nove giorni innanzi la Festa del Santo Angelo, oppure a tempo più opportuno secondo le circostanze del tempo, e come meglio giudica il signor Pievano del luogo, si farà la Novena in onore del Santo Angelo, come sarà stabilito nel libro.

6) La domenica prima di settembre si celebrerà la sua festa col più possibile decoro, ed in questo giorno saranno obbligati tutti li fratelli e le sorelle, non legitimamente impediti, a fare le loro oracioni per acquistar le moltissime indulgenze concesse dai sommi Pontefici, che si vederanno nel libro, in cui ci sarà la Novena, e molte altre oracioni da recitarsi a gloria del medesimo Santo.

7) Ogni giorni li confratelli reciteranno un Pater et due Angelo Dei in onore del Santo Angelo per ottenere la sua assistenza fedele.

8) I confratelli e consorelle viventi saranno obbligati ad intervenire alli uffizi diurni che si faranno per li confratelli defunti ed accompagnarli alla sepoltura potendo.

9) Ogni anno si doverà, dal cassiere e ministro e altro effetto ed offizio, mostrare li conti ed ogni cosa al Signor Pievano.

Li fratelli sin a quest'anno assentono al numero di cento ed altrettante sono le consorelle, sperando che s'accrescerà il numero per desiderio che tutti tengono di questa compagnia».

Alla luce di questo documento -firmato dall'allora parroco Antonio Cimonatti- si può tranquillamente affermare che la Sagra dei Santi Anzoi è certamente una delle più antiche del Trentino, essendosi tramandata di generazione in generazione. Infatti, distanza di quasi due secoli e mezzo, la devozione dei fedeli di Mattarello nei confronti dei Santi Angeli custodi non è mai venuta meno.

Lo testimonia anche il fatto che all'interno dell'attuale chiesa di San Leonardo -consacrata nel 1896 e progettata da Bartolomeo Scottino da Lizzana ancora agli inizi del 1800- l'altare di sinistra è stato dedicato proprio ai Santi Angeli custodi. La pala è opera del Cirolini nel 1943.

Oggi la ricorrenza ha mantenuto la sua originaria impronta religiosa, ma ha anche assunto un carattere ricreativo e culturale. A partire dal 1981 -anno in cui la sagra è stata rilanciata- la festa dei rappresenta anche un modo per favorire l’incontro tra i vecchi e i nuovi abitanti del paese.